Lutenist Andrea Benucci
music by John Dowland

Sponsors’ Event   -      lunedì 7 settembre


Aperitivo & recital for Festa Cultura
at Palazzo Tornabuoni



Via degli Strozzi, 8
Firenze

JOHN DOWLAND

(London 1563 - 1626)


Fortune My Foe

The right and honorable Ferdinando, his galliard

Praeludium

A Fancy

Sir John Smith, his Almanine

The Frog galliard

Mr Dowland’s midnight

Lord Willoughby

Lachrimae

Can she excuse

What if a day

Round battle galliard

Lady Clifton’s spirit

Piper’s galliard

ANDREA BENUCCI


Nato a Firenze da diversi anni si dedica allo studio del liuto e degli strumenti a pizzico propri del periodo rinascimentale e barocco sotto la guida del maestro Gian Luca Lastraioli col quale si è brillantemente diplomato presso il Conservatorio "A.Scontrino" di Trapani.


Ha partecipato a masterclasse con alcuni fra i più apprezzati liutisti contemporanei quali Jakob Lindberg, Nigel North e Hopkinson Smith. Ha studiato i mandolini storici con i maestri Davide Rebuffa e Mauro Squillante ed e’ tra i pochissimi liutisti italiani a suonare il mandolino per quarte usando la tecnica descritta nelle fonti dell'epoca.


Collabora come continuista con diversi ensemble specializzati nel repertorio che spazia dal medioevo al barocco, partecipando anche ad alcune incisioni discografiche; tra queste è da segnalarsi "Scrigno armonico - viaggio nel seicento musicale fiorentino" inciso con la Cappella d Santa Maria degli Angiolini diretta dal Maestro Lastraioli e "Arie musicali di Girolamo Frescobaldi” con l'ensemble Modo Antiquo diretto da Bettina Hoffmann.

PROGRAMMA


“The songs of John Dowland have been gently haunting me for over 20 years... Dowland was perhaps the first example of an archetype with which we have become familiar, that of the alienated singer-songwriter - something that gives him an acutely modern resonance.”

Sting - Songs from the Labyrinth, 2006

JOHN DOWLAND


John Dowland, compositore e liutista, è considerato uno dei maggiori virtuosi di liuto di tutti i tempi. Nacque probabilmente a Londra, nel 1563 e, dopo aver frequentato le corti di Parigi, di Brunswick e Kassel, in Germania, si stabilì presso la corte del re di Danimarca dove, dopo alcuni anni, fu cacciato per intemperanze. Dal 1594, anno della morte John Johnson, liutista della corte reale, tentò svariate volte, fino a divenirne quasi ossessionato, di prenderne il posto presso la corte di Elisabetta I ma, finché fu in vita la regina, l'impiego gli fu costantemente negato: il perché di un tale incomprensibile rifiuto, sicuramente non imputabile alla sua indiscutibile levatura artistica (della quale la regina era al corrente) può essere imputato sia alla sua fede cattolica sia, molto più probabilmente, al suo...caratteraccio!

La sua fama di compositore e di virtuoso del liuto difatti era già ben nota durante la sua esistenza e, nonostante la propria reticenza a dare alle stampe le composizioni per liuto solo, la loro presenza è ampiamente testimoniata dai manoscritti e dalle antologie a stampa -pubblicate contro la sua volontà- scoperti in tutta Europa.

Nel 1594 durante il suo viaggio in Italia per incontrare il compositore Luca Marenzio, Dowland sosterà per qualche mese anche a Firenze dove avrà la possibilità di esibirsi di fronte al granduca Ferdinando I, probabilmente in una delle stanze del palazzo Pitti, e di conoscere Giulio Caccini e la sua nuova arte.

Per quanto concerne l'arte musicale, Dowland è un uomo del rinascimento, la sua formazione è legata alle rigide regole del contrappunto e in nessuna delle composizioni farà uso del "basso continuo", che già a fine secolo muoveva i primi passi nell'accompagnamento vocale, ma la sua abilità ad usare del linguaggio musicale per veicolare sentimenti, sensazioni, gioie e dolori proiettano Dowland e la sua musica fuori dai confini del tempo e della sua epoca e lo rendono contemporaneo e capace di toccare profondamente anche le corde dell'anima dell’uomo di oggi.

Andrea Benucci, 2015

A private reception generously hosted by Palazzo Tornabuoni to thank the participants and sponsors for their ongoing support of the festival. The Palazzo has provided valuable encouragement from our inception.